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E' indirizzata ai Direttori Generali Aziende Sanitarie della Toscana, ai Direttori delle Case di Cura Convenzionate della Toscana, ai Direttori SIMT/ST delle Aziende Sanitarie della Toscana e alle Associazioni di Volontariato della donazione del sangue. E' la lettera a firma dell'Assessore Scaramuccia nella quale viene presa una netta e chiara posizione sulle donazioni dedicate da parte dei familiari di pazienti candidati a interventi chirurgici.
Nella lettera si legge che è una pratica in contrasto con la normativa regionale, italiana ed europea in tema di donazioni di sangue: l'unica forma di donazione consentita è infatti quella anonima, volontaria, gratuita e periodica. Pertanto al personale delle Strutture trasfusionali pubbliche e private, è ribadito il divieto di sollecitare donazioni dedicate (globuli rossi, plasma, piastrine) per qualsiasi motivazione.
Avis Toscana, attraverso le parole del Luciano Franchi, esprime piena condivisione con la posizione espressa nella missiva regionale. " La richiesta di donazioni a dei familiari in attesa di intervento, è una pratica inopportuna e cinica che crea ulteriore disagio in una situazione già per sè delicata. In un Paese che si definisce civile - prosegue il Presidente Franchi - non è questo un modo di promuovere la cittadinanza attiva, attraverso la donazione di sangue. I modi e i tempi debbono essere altri, per ottenere un dono gratuito, anonimo, periodico e consapevole".
In allegato la lettera dell'Assessore Scaramuccia.
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